Emicrania: chirurgia placebo

chirurgia placebo

La chirurgia placebo nell’emicrania ha pari efficacia della chirurgia convenzionale

In un recente articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine (link) è stato evidenziato come l’effetto placebo abbia un rilievo non trascurabile nella valutazione dell’efficacia della terapia dell’emicrania. La revisione condotta su 58 lavori scientifici che utilizzavano anche la cosiddetta “sham surgery” (chirurgia placebo: il paziente riceve anestesia, incisione e altro ma nessuna manipolazione, rimozione o inserimento di dispositivi) si è visto che il 22 per cento dei pazienti ha avuto una risposta positiva ai farmaci placebo, il 38 per cento ha avuto una risposta positiva all’agopuntura placebo e ben il 58 per cento ha avuto una risposta positiva alla chirurgia placebo (più che il doppio del farmaco placebo). L’effetto placebo delle procedure chirurgiche non deve essere ignorato. In particolare su 53 studi considerati 39 (il 74%) presentavano un miglioramento nel braccio placebo e in 27 (il 51%) studi l’effetto placebo non differiva da quello di un intervento chirurgico. In 26 (49%) studi, l’intervento chirurgico è risultato superiore al placebo, ma l’entità dell’effetto dell’intervento chirurgico rispetto a quella del placebo era generalmente piccola. Eventi avversi gravi sono stati riportati nel braccio placebo in 18 studi (34%) e nel braccio chirurgico in 22 studi (41,5%); in quattro studi autori non specificano in quale braccio si sono verificati gli eventi. Tuttavia, in molti studi gli eventi avversi sono stati estranei all’intervento o associati alla gravità della condizione. Gli studi controllati con placebo sono una potente e fattibile soluzione per mostrare l’efficacia delle procedure chirurgiche. I rischi di effetti avversi associati con il placebo sono di piccole dimensioni. Nella metà degli studi i risultati forniscono le prove contro l’uso continuato delle procedure chirurgiche indagate. Senza studi clinici ben progettati e controllati con chirurgia placebo un trattamento inefficace può continuare incontrastato. E’ importante non ignorare la necessità di controlli con placebo nella ricerca sulle procedure chirurgiche. Quando i pochi studi che vengono eseguite vengono pubblicati, troppo spesso ignoriamo i risultati e le loro implicazioni. Questo ci sta costando molto in termini economici e potenzialmente può danneggiare i pazienti senza nessun guadagno apparente.

Premio Nobel per la medicina 2014

Premio NobelLa scoperta del sistema neuronale che ci fornisce di ottenere le coordinate spaziali del luogo in cui ci troviamo ha consentito a John O’Keefe e ai coniugi May-Britt ed Edvard Moser di conseguire il Premio Nobel per la medicina dell’anno 2014. John O’Keefe, 75 anni è uno scienziato anglo-americano, mentre May-Britt Moser, 51 anni, ed Edvard I. Moser, 52 anno, sono norvegesi. La motivazione del Karolinska Institute (link) è che le scoperte dei tre scienziati “hanno risolto un problema che ha impegnato per secoli sia i filosofi che gli scienziati: come fa il cervello a creare una mappa dello spazio che ci circonda e come siamo in grado di navigare in un ambiente complesso”

Invecchiamento in Europa – Terza Parte

invecchiamento

La Comunità europea per l’invecchiamento

Concludendo l’esposizione dei quesiti posti da AGE ai candidati commissari (link) oggi la terza domanda,

3 Garantire l’accesso a farmaci sicuri e adeguati per la popolazione europea che invecchia
Gli anziani sono i più grandi consumatori di farmaci. Sovramedicazione e la mancanza di comprensione dell’impatto della politerapia comporta significativi rischi tra i pazienti più anziani e uno spreco di risorse. Nel maggio 2011, l’Agenzia europea per i medicinali ha istituito un gruppo di esperti, il Gruppo di esperti geriatrica (GEG), di fornire consulenza scientifica per il suo lavoro e le questioni relative ai pazienti anziani. Da allora, poco è stato fatto per andare avanti sulla questione dei farmaci sicuri e adeguati per gli anziani, in particolare i pazienti anziani fragili e in politrattamento. Ci sono questioni importanti in giro per i farmaci e le persone anziane e una necessità critica di agire per migliorare la salute e la sicurezza della nostra popolazione. Il consumo di farmaci aumenta con l’età e le persone più vecchie e gli operatori sanitari devono essere consapevoli del l’uso inadeguato di farmaci e le conseguenze legate al sopra/sotto consumo e/o interazione del farmaco. E’ quindi fondamentale che i pazienti, i loro medici, infermieri e farmacisti ottengano informazioni affidabili e indipendenti sui medicinali usati dai pazienti più anziani. Allo stesso tempo, i farmaci utilizzati dalle persone anziane non sono stati testati nella loro dimensione età e sesso. I principi alla base dello sviluppo di farmaci, test clinici e la valutazione post-commercializzazione di farmaci più vecchi e nuovi dovrebbero essere patrimonio netto, con pubblicità delle prove e dell’efficienza. Vi è una chiara necessità di rafforzare il lavoro dell’Agenzia europea per i medicinali sui farmaci per gli anziani, come si è fatto per i farmaci pediatrici.  Al candidato Commissario viene chiesto?
• Prendendo l’esempio del comitato pediatrico istituito con un regolamento del dicembre 2006, sei d’accordo a proporre un regolamento simile di istituire un comitato di Geriatria presso l’Agenzia europea per i medicinali?

Invecchiamento in Europa – Seconda Parte

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La Comunità europea per l’invecchiamento

Proseguendo l’esposizione dei quesiti posti da AGE ai candidati commissari (link) oggi la seconda parte

2 Investire in vita più sana
Sia il semestre europeo che il Patto di crescita e stabilità hanno un impatto sulla vita quotidiana dei cittadini in particolare attraverso l’influenza che hanno sui bilanci sanitari nazionali. Dal lancio dell’euro, regole chiare per garantire finanze pubbliche sane sono in vigore nella forma del patto di stabilità e crescita (PSC), che fissa i limiti ben noti per i disavanzi di bilancio pubblico al 3% e il debito sovrano al 60% del PIL. Nel 2011 la Commissione ha proposto due ulteriori regolamenti per rafforzare la zona euro sorveglianza di bilancio. Questo pacchetto di riforme, il cosiddetto ‘Two-pack’, è entrato in vigore il 30 maggio 2013 in tutti gli Stati membri dell’area dell’euro. Nel quadro del Semestre europeo, anche gli Stati membri ricevono annualmente raccomandazioni specifiche per paese che mettono pressione sulla maggior parte di loro per riformare i loro sistemi sanitari e di assistenza a lungo termine in vista dell’invecchiamento della popolazione. Lanciato nel novembre 2010 nella cornice dell’Unione dell’innovazione, il partenariato europeo per l’innovazione sull’invecchiamento attivo e in buona salute (EIP AHA) è stato scelto come pilota per affrontare la sfida dell’invecchiamento della popolazione. Si fissa un obiettivo di aumentare la durata della vita in buona salute dei cittadini dell’Unione europea di due anni entro il 2020, e mira a perseguire una tripletta per l’Europa da: (i) migliorare la salute e la qualità della vita degli anziani, (ii) migliorare la sostenibilità e l’efficienza dei sistemi di assistenza e (iii) la creazione di crescita e opportunità di mercato per le imprese. Per questo aspetto l’AGE raccomanda che secondo l’OMS, gli ambienti fisici e sociali sono fattori determinanti al che le persone possono rimanere in buona salute, indipendenti e autonome a lungo nella loro vecchiaia. Promuovere ambienti età-friendly (AFE) è uno degli approcci più efficaci per rispondere ai cambiamenti demografici e aumentando l’indicatore di anni di vita in salute. Questo obiettivo contribuisce a creare nuovi posti di lavoro in settori innovativi e ad abbassare la pressione di dipendenza degli anziani per le finanze pubbliche responsabilizzando le persone a lavorare più a lungo, in migliore salute fisica e mentale, rimanere attivi nella loro comunità come cittadini e consumatori, vivere autonomamente a casa e godere di una buona qualità della vita nella loro vecchiaia. AGE ritiene che sia necessario un cambiamento di paradigma tra ciò che è visto come una spesa e gli investimenti. Infatti per il momento le autorità locali, regionali o nazionali di finanziamento considerano gli sforzi intesi a migliorare gli ambienti fisici e socialicome un costo, mentre l’età ritiene che dovrebbe essere considerato come un investimento in quanto ambienti età-friendly creano nuovi posti di lavoro e alleviare l’onere per gli assistenti informali permettendo loro di rimanere attivi sul mercato del lavoro. Al candidato Commissario AGE chiede:
• Che cosa pensate di fare per promuovere gli investimenti in ambienti di età-friendly e servizi sanitari innovativi e di assistenza a lungo termine in tutta l’UE per migliorare l’aspettativa media di anni di vita in buona salute a livello UE e affrontare le disuguaglianze sanitarie esistenti tra i paesi dell’UE?
• Vuoi sostenere un Patto sul cambiamento demografico che miri a riunire le autorità locali e regionali e le altre parti interessate,  industrie, comprese le PMI, centri di ricerca, università, organizzazioni della società civile, per collegare, beneficiare di ogni altra esperienza e lavorare insieme per promuovere iniziative sul AFE in tutta l’UE?

(continua domani con la terza ed ultima domanda)

Invecchiamento in Europa

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La Comunità europea per l’invecchiamento

AGE Platform Europe è la rete europea composta da oltre 150 organizzazioni composte da persone ultra 50enni in rappresentanza di oltre 40 milioni di anziani in Europa. Le attività spaziano a 360 gradi ed investono tutte le problematiche delle persone anziane e dei  pensionati: discriminazione, occupazione dei lavoratori anziani, invecchiamento attivo, protezione sociale, riforma delle pensioni, inclusione sociale, salute, abuso sugli anziani, solidarietà intergenerazionale, ricerca, accessibilità dei trasporti pubblici. In occasione delle recenti Elezioni Europee e dell’insediamento delle Commissioni Europee ha pubblicato sul sito istituzionale una serie di domande (link) che abbracciano tematiche rilevanti per le commissioni parlamentari: Problemi economici, Occupazione e affari sociali, Mercato interno e protezione dei consumatori, Industria e ricerca, Trasporti e turismo, Cultura e istruzione, Politica regionale, Diritti della donna, Diritti dell’uomo, Libertà e diritti civili, Ambiente e sanità pubblica. “Le domande riflettono la posizione di AGE in tutti questi ambiti, enucleando le principali preoccupazioni e aspettative dei cittadini anziani dell’UE. Il Segretariato di AGE al momento è in contatto con gli eurodeputati per presentare queste domande. È nostro auspicio che i nuovi leader dell’Unione europea adotteranno delle misure concrete per affrontare il cambiamento”.

App mediche e tutela della salute

In un editoriale pubblicato su The New England Journal of Medicine (link) si afferma che le applicazioni mediche permettono di migliorare la salute, riducendo gli errori medici, evitando interventi costosi e ampliando l’accesso alle cure. Ma per raggiungere il loro potenziale questi prodotti devono essere sicuri ed efficaci. In effetti, un gran numero di applicazioni per la salute, come quelle che aiutano a monitorare l’allenamento o le calorie assunte nei pasti, probabilmente non rappresentano un relativo rischio per i consumatori. Ma in apps più ambiziose, come un app per gestire le dosi di insulina per i pazienti diabetici, degli errori, bug o la disinformazione potrebbero influenzare simultaneamente migliaia di pazienti e prove emergenti rivelano che molti prodotti non funzionano come dichiarato o commettono errori. A tal fine nel settembre 2013 la FDA ha espresso la propria posizione su quale sia la tipologia di prodotti e tecnologie che attengono la sua giurisdizione. Attualmente, l’agenzia prevede, per alcune applicazioni, un processo di revisione pre-mercato, il che significa che lo sviluppatore dell’app presenta una serie di informazioni all’agenzia per ottenere il beneplacito della FDA. L’agenzia inoltre può intraprendere azioni ostative mediante l’emissione di una nota di biasimo pubblico ad una società se i suoi prodotti violano le norme e i regolamenti della FDA. Finora, la FDA ha autorizzato circa 100 app mediche negli ultimi dieci anni, 40 negli ultimi due anni. Queste applicazioni sono forme mobili di dispositivi medici tradizionali, o sono accessori per un dispositivo medico regolamentato. Nonostante ciò la giurisdizione della FDA è limitata e la linea di demarcazione tra ciò che costituisce una applicazione medica e una che si limita alla salute e al fitness potrebbe essere sfocata, il che è frustrante per gli sviluppatori. In Italia a tutt’oggi non esiste una regolamentazione e da più parti si esprime la preoccupazione che una regolamentazione troppo rigida possa impedire la spinta innovativa del settore. La situazione è dinamica e vede la presenza di tante app mediche, moltissime che fanno poco o nulla, ma molte che sono effettivamente utili. In pratica, le persone che desiderano utilizzare un app per la loro condizione di salute dovrebbero assicurarsi che l’applicazione è stimabile, è stato aggiornata e non ha bug.

Intelligenza e conseguenze sulle dinamiche sociali

Intelligenza

L’intelligenza: fissa o variabile?

In generale le persone attribuiscono grande valore alla loro intelligenza e si applicano al fine di utilizzarla al massimo per migliorare il loro status sociale e professionale. Il quoziente di intelligenza (QI), oltre a rappresentare un valore numerico, costituisce una collocazione gerarchica delle persone, attribuendone l’appartenenza di classe, una gerarchia di potere e il ruolo nei vari processi decisionali. Infine, la capacità di percepire e agire sulla propria posizione relativa all’interno di un gruppo ha svolto un ruolo importante nella evoluzione delle creature sociali. Gli effetti dell’appartenenza al gruppo e le distinzioni tra l’appartenenza o meno ad un gruppo possono avere effetti drammatici sull’espressione delle azioni e le convinzioni degli individui e possono avere conseguenze importanti sui processi coinvolti nella decisione morale. Infatti, il ruolo dell’individuo, del gruppo e l’associazione tra capacità cognitive e la capacità di scegliere l’azione “moralmente corretta” di azione sono ritenuti essere fondamentali. Gli studi condotti sulle basi neurali dell’intelligenza hanno mostrato l’importanza dell’attività nella corteccia prefrontale laterale (LPFC) e di altre aree per spiegare le differenze individuali di intelligenza, mentre alcuni studi correlano differenze volumetriche regionali con differenze ereditarie del QI. Questi studi suggerirebbero una stabilità su base biologica dell’espressione del QI di un individuo. Al contrario, studi comportamentali dimostrano che semplicemente definendo l’ambiente di acquisizione del test con spunti espliciti o impliciti sullo stato sociale del probando si può modulare la propria espressione del QI. La base neurobiologica di tale effetto è sconosciuta; tuttavia, i segnali generati dalla minaccia stereotipata possono essere un sottoinsieme di una classe più ampia di segnali che influenzano l’espressione del QI. Studi comportamentali precedenti suggeriscono che i segnali a livello di società sullo stato sociale (ovvero gli stereotipi) sono dannosi per le prestazioni intellettive degli individui, ma non è noto se i segnali oggettivi circa il rango all’interno di un piccolo gruppo siano in grado di produrre un effetto nocivo simile. Nel lavoro pubblicato sul Philosofical Transaction of the Royal SOciety of Biological Sciences (link) è stato studiato l’effetto dei segnali informativi sulle proprie capacità intellettive sull’espressione del QI all’interno di piccoli gruppi (cinque persone) e sono state misurate le risposte cerebrali associate utilizzando l’acquisizione di immagini BOLD (ossigenazione del sangue livello-dipendente). L’elaborazione dei dati ha evidenziato che le situazioni sociali quali le deliberazioni della giuria, le sessioni di contrattazione collettiva e i cocktail party hanno effetto negativo sull’intelligenza di alcune persone. La rilevanza dello studio consiste nel fatto che il QI in realtà oscilla secondo la situazione sociale che un soggetto si trova ad affrontare e non è un dato stabile. E’ un’informazione utile per le selezioni per gli incarichi di lavoro, per affrontare le problematiche di quanti, in situazioni competitive, subiscono questi processi, ma anche per le dinamiche che influiscono sulle decisioni politiche nazionali e internazionali.

Physician Practice: un app indispensabile

Physician Practice
Ecco un app, solo per Ipad, che può essere veramente utile per il medico nella gestione clinica quotidiana. A cadenza trimestrale fornisce informazioni sugli argomenti più importanti. Dalla EHR (electronic health record), alla gestione delle varie tecnologie e, negli Stati Uniti, un aiuto per la codifica e la fatturazione delle prestazioni. Gli elementi di forza dell’app Physician Practice sono la possibilità di visualizzare immagini e diagrammi ad alta risoluzione; ascoltare i podcast e visualizzare i video dei principali esperti di gestione pratica, visualizzare grafici interattivi che forniscono una maggiore comprensione per la gestione dei dati, utilizzare strumenti e calcolatrici personalizzati. L’app Physician Practice  è solo uno dei prodotti della UBM (link), azienda che produce app di supporto alla professione medica in vari settori: gestione ospedaliera, oncologia, pediatria, management. cure primarie, radiologia, reumatologia, salute delle donne e psichiatria. Di particolare interesse, in questo ultimo settore, un app, Clinical Scales, che consente l’utilizzo delle più diffuse ed importanti scale clinico metriche nei vari campi della psichiatria: depressione e ansia ( Patient Health Questionnaire (PHQ), Patient Health Questionnaire 9-item (PHQ-9), Brief Patient Health Questionnaire (PHQ-Brief), Patient Health Questionnaire (PHQ-SADS), Generalized Anxiety Disorder 7-item (GAD-7), Major Depression Inventory (MDI), Hamilton Anxiety Scale (HAM-A), Geriatric Depression Scale: Short Form (GDS-S), Geriatric Depression Scale: Long Form (GDS-L)); ADHD (Vanderbilt ADHD Diagnostic Parent Rating Scale (VADPRS), Vanderbilt ADHD Diagnostic Teacher Rating Scale (VADTRS), Adult ADHD Self-Report Scale (ASRS-V1.1)); disturbi bipolari (The Bipolar Spectrum Diagnostic Scale (BSDS)); autismo (The Checklist for Autism in Toddlers (CHAT)) e scale generali (Abnormal Involuntary Movement Scale (AIMS), Mini-Mental Status Examination (MMSE), Clinical Global Impressions Scale (CGI)
Global Assessment of Function (GAF)). L’app è gratuita e scaricabile da iTunes (link)