Torneremo alla tessera annonaria?

Ogni giorno che passa lo scenario economico finanziario dell’Italia si fa sempre più cupo. Il termometro dello spread sale in maniera vertiginosa, le Autorità competenti lanciano allarmi sempre più inquietanti, il Governo carioca (giallo-verde) butta acqua sul fuoco minimizzando i presagi di sventura e sostenendo la fattibilità delle iniziative, già promesse elettorali.

Cosa succederà? Difficile saperlo. Nella peggiore delle ipotesi una marea di pensionamenti non verrà compensata da una pari entrata nel mondo del lavoro di giovani disoccupati. Il reddito di cittadinanza assume contorni ambigui, più che una misura assistenzialistica ai poveri sembrerebbe una misura di assistenzialismo alle imprese che assumeranno sì una persona beneficiaria del sussidio di povertà ma perché  avranno la possibilità di trattenere la quota che spetterebbe alla persona disoccupata. Lascia perplessi il fatto che quest’ultimo aspetto non sia poi tanto diverso dal Jobs Act di Renzi, tralaltro contrastato proprio dai Cinque Stelle e addirittura con un importo inferiore (5-6 miliardi in tre anni, rispetto ai 18 del passato).

Sempre a proposito del reddito di cittadinanza, la cui esposizione ha raggiunto livelli tragicomici, non si capisce come sia possibile controllare che sia un effettivo sostegno alle fasce povere della cittadinanza e in nome di cosa si voglia impedire il libero arbitrio di scegliere come destinare il fondo a loro destinato. Appare discriminante impedire le “spese immorali”, tanto più quando niente si fa per ostacolarle nelle categorie con autonomia economica. La lotta alle dipendenze, fisiche e mentali, non dovrebbe avere un “gradino” economico.

Su tutto il timore che la Nazione intera possa impoverire in misura tale da dover ricorrere in massa a misure di sostentamento che da oltre sessanta anni non sono più in opera: la tessera annonaria, triste esperienza che hanno conosciuto i nostri genitori e i nostri nonni e che non vorremmo mai più vedere.

migranti

Siamo tutti migranti

Molti anni fa una coppia di perseguitati politici e religiosi depositò in una cesta, che fu affidata ad un fiume, il loro bambino. La dolorosa separazione era l’unica alternativa ad una morte certa. Fortuna volle che venisse trovato dalla figlia del governatore che lo adottò e gli diede quella prosperità che gli mancava. I turbolenti eventi successivi lo resero leader di quegli emarginati da cui proveniva e gli consentirono di condurli, non senza problemi, alla Terra Promessa. Quel bambino era Mosè, salvato dalle acque del fiume NIlo

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giustizia

La Giustizia non può attendere, la Salute si

In un precedente post segnalavo come, in caso di emergenza,i civilissimi Stati Uniti ricorressero alla realizzazione di Ospedali da campo. Ritenevo e ritengo ancora, che una soluzione del genere potesse essere adottata in Italia. Ancor di più quando scopro che a Bari, causa inagibilità del Palazzo di Giustizia sia stato adottato il provvedimento di amministrare la Giustizia sotto le tende montate allo scopo nel parcheggio del Tribunale. Al di là delle inevitabili polemiche e delle speculazioni sull’argomento resta il principio che quando si vuole si può cercare di affrontare le emergenze in maniera più efficace di quanto non sia ora. Soprattutto in un settore come quello della Sanità, che non può attendere tempi biblici per risolvere i problemi delle persone richiedenti assistenza.

influenza

Basta poco, che ci vuole a combattere l’influenza?

In tutto il mondo l’epidemia di influenza sta mettendo a dura prova i servizi sanitari. Non solo quelli dei paesi più poveri, ma anche e soprattutto quelli dei paesi “ricchi”-

La cronaca racconta di ospedali che chiudono i ricoveri in elezione, di sospensione di interventi chirurgici non urgenti, di misure estreme per contenere il fenomeno dell’elevato accesso nei Pronto Soccorsi.

Intelligente, economica ed efficiente la soluzione adottata in molti ospedali americani: se c’è un’emergenza, le soluzioni sono indifferibili. Se non ci sono ospedali e posti letto in muratura sufficienti si faccia ricorso a presidi noti, in uso e collaudati. Se in guerra si costruiscono ospedali da campo utilizzando le tende, se la lotta contro il nemico influenza è una guerra, allora si utilizzino le tende.

Resta da chiedersi perché nessuno in Italia abbia mai pensato alla stessa soluzione. Da anni mi affaccio dalle finestre dell’Ospedale, vedo ampi spazi a disposizioni e fantastico, esprimendo il mio pensiero, sulla possibilità di piantare una tenda in quelli spazi. Ne avessi la possibilità lo avrei già fatto.

Personalità perverse: quali sono e come difendersi

personalità

Quante e quali sono le personalità che creano maggiormante conflittualità nei rapporti sociali, in particolare lavorativi? Un tentativo di classificazione viene formulato sul Daily Mail (link) da Judith Orloff, psichiatra dell’UCLA. Alla descrizione delle cinque principali categorie (il narcisista, l’arrabbiato, il passivo aggressivo, lo scatenatore di sensi di colpa e il pettegolo) l’Autrice accompagna consigli pratici per poterli affrontare e sopportare. Vediamo quali.

Andare contro vento, vizio o virtù degli italiani?

vento

Va dove ti porta il vento.

Correva il 1957 e l’allora Ministro del Tesoro Giuseppe Medici volle dare alla giovanissima Repubblica Italiana, che si avviava ad un mai più ripetuto miracolo economico, una moneta da 500 lire in argento. La valenza dichiarata era quella di comunicare l’uscita dal periodo buio delle guerra e della ricostruzione e fu deciso di utilizzare le caravelle di Cristoforo Colombo.

Pensionamento: sei modi per prepararsi ad affrontarlo meglio

pensionamento
Un interessante articolo su come prepararsi per un pensionamento più lungo (e felice) è stato pubblicato su TIME (link). L’autore, Dan Kadlec, scrive “la nozione di una pensione confortevole è stata capovolta nel corso degli ultimi due decenni. Per la prima volta, un neonato americano aspetta di vivere fino a 90 anni.