Congresso LIMPE-DISMOV: Highlights giornata 12 novembre 2014

congresso LIMPE-DISMOV
Iniziato oggi a Salerno, presso il Grand Hotel, il III Congresso LIMPE-DISMOV.
Il professore Paolo Calabresi ha esposto gli highlights sulla malattia di Parkinson con particolare riguardo alla fatica, al freezing e alle discinesie. Per quanto riguarda il freezing sembrano essere importante la riduzione dei livelli di inibitori delle colinesterasi a livello corticale e l’aumento dei depositi di beta amiloide. Anche la velocità della marcia nel Parkinson sembra essere correlata alla denervazione colinergica. Le discinesie e le fluttuazioni non sembrano essere correlate alla durata di trattamento con levo DOPA, come finora ritenuto, ma piuttosto dalla storia naturale della malattia e dal dosaggio di levodopa utilizzato. Il professore Calabrese ha quindi esposto le ultime acquisizioni riguardo l’enzima Q10, il tozadenant e il trattamento con immunoterapia, dichiarando che i dati non sono ancora conclusivi.
A seguire Carlo Colosimo ha fornito notizie sulle ultime acquisizioni nei parkinsonismi atipici. In particolare è importante una diagnosi precoce della MSA (atrofia multisistemica) soprattutto perché alcuni segni prodromici possono indirizzare i prossimi lavori sulla evoluzione della malattia e le possibili terapie, esistono inoltre forme di MSA a lenta evoluzione, dalla prognosi migliore, dove il criterio distintivo sembra essere la comparsa tardiva della disautonomia. Nuovi criteri diagnostici sono stati proposti per la paralisi sopranucleare progressiva (PSP) e per la degenerazione corticobasale soprattutto per quanto riguarda la diagnosi differenziale con la sindrome corticobasale. Interessante l’affermazione che nell’ambito dei parkinsonismi atipici esistono malattie rare che hanno caratteristiche cliniche molto simili a queste patologie e rappresentano un ulteriore elemento confondente ai fini diagnostici. Infine non sono state segnalate grosse novità per quanto riguarda la terapia ed anche i lavori di neuroprotezione nella atrofia multisistemica sono risultati essere tutti negativi.
Il Professore De Michele si è soffermato sulle coree, soprattutto descrivendo le forme genetiche e riproponendo l’algoritmo diagnostico per il quale occorre considerare per primo l’Huntington disease, poi la c9orf72 e infine la SCA17. Qualche speranza nella terapia sembra venire dall’utilizzo del Laquinimod ma i dati sono ancora in fase preliminare.
Conclude la prima sessione il professore Albanese con una ampia disamina sulle distonie, nella quale enfatizza soprattutto il pericolo di una misdiagnosi con la malattia di Parkinson.

Olfatto e diagnosi differenziale tra Parkinson, MSA ePSP

In un precedente post (link) veniva ribadita l’importanza dell’alterazione dell’olfatto nella malattia di Parkinson. Quasi in contemporanea su BMC Neurology viene pubblicato un articolo (link) che evidenzia come il disturbo dell’olfatto depone a favore della diagnosi di Parkinson piuttosto che di MSA o PSP. Un equipe giapponese ha utilizzato il test OSIT-J, che consiste in una serie di bastoncini con diversi odori da identificare, in 94 pazienti giapponesi con Parkinson idiopatico, 15 con MSA-P, 7 con PSP, e 29 soggetti  di controllo di pari età.

La Paralisi sopranucleare progressiva (PSP) e la variante parkinson dell’atrofia multisistemica (MSA-P) sono clinicamente difficili da differenziare dalla malattia di Parkinson idiopatica, in particolare nelle prime fasi della malattia. In precedenti lavori si affermava che la funzione olfattiva è relativamente intatta o leggermente ridotta nei pazienti con PSP ed MSA-P. Il lavoro condotto con l’OSIT-J,  test semplice e non invasivo,  afferma che  la prova è potenzialmente utile per la rilevazione clinica di un Parkinson in fase iniziale. Non ci sono informazioni sulla sensibilità e specificità del OSIT-J nella diagnosi delle sindromi parkinsoniane, come PSP ed MSA-P.