Diagnosi in Neurologia

diagnosi

Riordinando gli scaffali della mia biblioteca ho ripreso in mano un numero di Bioetica, una rivista interdisciplinare, che nel numero del 2010 in mio possesso puntava la sua attenzione su “vent’anni di riflessione bioetica in neurologia” a cura del Gruppo di Studio di Nioetica e Cure Palliative della Società Italiana di Neurologia. A suo tempo evidenziai alcuni passaggi di alcuni articoli di particolare interesse. Uno di questi riguardava le “considerazioni etiche a proposito dell’eccesso diagnostico in neurologia”

Senza limiti: dipendenza da internet e cellulari

dipendenza da internetGioco d’azzardo patologico, Internet addiction, shopping compulsivo e altri disturbi del controllo degli impulsi sono problematiche emergenti e di grande importanza sociale. Nel testo pubblicato dal Pensiero Scientifico (link) vengono esposti i principali elementi di classificazione, presentazione clinica e terapia delle varie manifestazioni cliniche.
L’argomento è di grande attualità. La variabilità di manifestazioni e le diverse problematiche psicopatologiche sottostanti richiedono un approccio strutturato, coerente nell’impostazione e nella gestione del lavoro terapeutico. Se alcuni ricavano piacere dalle attività compulsive, altri si sentono costretti a dover ripetere un’azione peraltro stancante e non gratificante. Alle manifestazioni legate all’utilizzo della rete da casa, quali chat, shopping, pornografia, gioco d’azzardo negli ultimi anni se ne sono aggiunte innumerevoli altre. Da postazione fissa (casa, ufficio, internet point che sia) la dipendenza da internet assume caratteristiche di epidemia, grazie al dilagare di Facebook addiction, mentre da cellulare o tablet sono tantissime le occasioni per cadere nella trappola additiva. L’utilizzo ventiquattro ore su ventiquattro di sms, email, siti sociali, Instagram, Whatsup, Ruzzle o similari è diventato fenomeno diffuso, ancorchè potenzialmente pericoloso. Basti pensare a quanti continuano ad utilizzare i dispositivi citati anche durante la guida in automobile. In questo scenario diventa di primaria importanza il ricorso ad uno specialista affidabile ed addestrato ad affrontare il problema in maniera incisiva ed efficace. La raccolta delle modalità compulsive, l’individuazione di un programma di “disintossicazione”, lo stabilire i termini temporali entro cui bisogno conseguire il risultato atteso, l’inserimento in un gruppo formale di auto aiuto sono passaggi indispensabili per un percorso terapeutico.

Delirio negli anziani: quanto ne sanno i medici?

delirio negli anziani

Medici non specialisti hanno difficoltà nella diagnosi e trattamento del delirio negli anziani

E’ dato accertato che in determinati ambienti di medicina generale e/o terapia intensiva i medici abbiano scarsa dimestichezza con la diagnosi e il trattamento del delirio negli anziani. Uno studio pubblicato su Age and Ageing (link) ha verificato quale fosse la situazione relativa a medici che hanno maturato esperienza in geriatria, neurologia o psichiatria che dovrebbero avere una maggiore conoscenza del delirio. Allo scopo sono stati utilizzati i dati di un vasto studio multicentrico su medici in formazione condotta tra dicembre 2006 e gennaio 2007 e che è, ad oggi, la più grande indagine sulla comprensione del delirio negli anziani tra i medici in formazione. L’indagine originale ha utilizzato un questionario che richiedeva una risposta che poteva essere corretta o sbagliata. Sono state quindi registrate tutte le risposte corrette con un punteggio massimo  totale di 17 per ogni partecipante. Tale punteggio è stato correlato con i dati relativi al tempo trascorso per la formazione, all’esperienza dei medici in geriatria, psichiatria e/o neurologia e l’esperienza di auto-riferimento. Circa la metà (53,2%, 399 su 750) degli intervistati ha dichiarato che avevano esperienza in medicina geriatrica. Al contrario solo il 4,1 e il 8,0% degli intervistati ha avuto esperienze in psichiatria e neurologia. L’esperienza in medicina geriatrica era significativamente associato ad un modesto aumento di risposte corrette (4,7 contro 4,3 punti, P=0.020). Nessun altra variabili era significativamente associata con i punteggi migliori. In conclusione tra i medici in formazione l’esperienza in medicina geriatrica comporta un piccolo miglioramento nella comprensione del delirio negli anziani.

Delirium is underdiagnosed and undertreated. Understanding of delirium among doctors in medical and ICU settings has previously been shown to be low. The authors hypothesised that junior doctors who had gained experience in geriatrics, neurology or psychiatry may have an increased knowledge of delirium. Data analysis evidentiates that experience in geriatric medicine leads to a small improvement in understanding of delirium among junior doctors.