La cantata dei pastori.

cantata
Sempre attuale, la “cantata dei pastori” riesce ad impressionare divertendo quanti assistono allo spettacolo. Così è stato al Teatro Verdi con una rappresentazione mirabile, nel segno della tradizione napoletana. Un inimitabile Peppe Barra nei panni di Razzullo, addetto al censimento, incontra Sarchiapone (Teresa Del Vecchio), barbiere deforme ed omicida, nel mentre l’eterna lotta tra il bene e il male, Lucifero.Belzebù contro l’Arcangelo Gabriele, prende corpo e consistenza nel tentativo di non far nascere Gesu, Colui che salverà il mondo. Sacro e profano si alternano in un ritmo serrato, interrotto solo dagli applausi, dal quale si possono raccogliere alcuni elementi significati: la fame atavica di Razzullo, la fuga del colpevole innocente (perché Sarchiapone è innocente, almeno nella sua non intenzionalità di fare del male)., la lotta tra il bene e il male. A quattrocento anni dalla stesura dell’opera rimangono immutate la sua potenza comunicativa e l’attualità delle tematiche trattate.

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