Andare contro vento, vizio o virtù degli italiani?

vento

Va dove ti porta il vento.

Correva il 1957 e l’allora Ministro del Tesoro Giuseppe Medici volle dare alla giovanissima Repubblica Italiana, che si avviava ad un mai più ripetuto miracolo economico, una moneta da 500 lire in argento. La valenza dichiarata era quella di comunicare l’uscita dal periodo buio delle guerra e della ricostruzione e fu deciso di utilizzare le caravelle di Cristoforo Colombo. D’altronde il mito vuole il popolo italiano composta da poeti, navigatori e santi. Grande l’entusiasmo e si iniziò con una produzione di prova. Al solito le cose furono fatte in fretta: stava per finire la legislatura e, forse, si voleva utilizzare il conio come strumento elettorale. I deputati uscenti ricevettero la produzione, 1070 esemplari con la scritta PROVA e l’entusiasmo fu grande. Almeno fino a quando non ci si accorse di un errore: le bandiere controvento. Se il vento spinge le vele a destra, si disse, perché le bandiere vanno a sinistra? Subito scoppiò la polemica, alimentata anche dai giornali che, da opposti schieramenti, avviarono una serrata discussione. Lo spirito italiota trovò alimento negli interventi di esperti e pseudo tali.  Alcuni affermarono che le bandiere non vanno mai controvento, altri che navigando “a bolina” le bandiere possono essere in direzione opposta a quella del vento.  Alla fine si decise che, a prescindere dall’essere o meno un errore, le vele andavano “raddrizzate” e la moneta fu coniata con le vele in posizione di “gran lasco” (dirette a desta). Intanto le monete di prova divennero un oggetto ricercato dai collezionisti ed aumentarono di valore (qualcosa di simile avverrà nel 1961 con il famoso francobollo Gronchi Rosa).
Sere fa, nel Giardino Incantato della Villa Comunale ho avuto modo di ammirare la “nave dei pirati” e mi sono accorto che la bandiera è controvento. La storia si ripete. Dubito che il povero Capitano Uncino, alle prese con Spugna, coccodrilli e Peter Pan abbia avuto l’abilità nautica di andare di bolina. Più facile che il pur bravo progettista dell’installazione abbia ripetuto l’errore della bandiera controvento. Ma la cosa che mi ha colpito di più è che, a mio avviso, nessuno si sia accorto dell’errore. E’ grave? Probabilmente no.  Piuttosto mi lascia perplesso l’indifferenza dei visitatori. Ed è proprio l’indifferenza che genera incomprensioni, errori e problemi di cui non si riesce a venire a capo. Un minimo di accuratezza in più anche nelle piccole cose (perché in definitiva questa è una cosa da nulla) dovrebbe accompagnare noi tutti in un quotidiano non a caso difficile e consentirci una vita più serena e pacifica.

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