Manifestazione sindacale: mobilitati medici e cittadini

 

Oggi è un giorno importante per la sanità pubblica e per il futuro del lavoro medico. In questi anni manovre economiche, leggi finanziarie, decreti legge, nel combattere la grave crisi in cui versa il Paese, hanno duramente colpito la sanità pubblica, ridotto l’autonomia professionale dei medici e limitato sia il diritto a curare, che il diritto alle cure di ogni cittadino.
Le condizioni di lavoro sono progressivamente peggiorate: il blocco del turn-over riduce silenziosamente le dotazioni organiche e il blocco del rinnovo contrattuale condanna ad una perdita progressiva di potere d’acquisto che falcidia di fatto le retribuzioni. Senza contare i professionisti mortificati da contratti precari, privati di diritti elementari, che pure condividono gli stessi problemi, le stesse fatiche, senza neanche un possibile futuro all’orizzonte.
In questi giorni il Parlamento è impegnato nella conversione in legge del decreto sanità che, dietro
i buoni propositi del Governo dei tecnici, prepara altri colpi e mortificazioni per i medici e dirigenti sanitari del SSN ed un ulteriore regressione in tema di diritti del lavoro:

  1. una disarticolazione del sistema della valutazione professionale, che si vuole appiattita sul modello della pubblica amministrazione cancellando elementi specifici della Dirigenza Medica e sanitaria all’interno del Pubblico impiego, garanti di quella autonomia che la Corte di Cassazione esige a tutela dei cittadini e lasciando le loro carriere in balia della politica;
  2. una trasformazione dei medici e dirigenti sanitari in “pacchi postali” a disposizione delle Regioni, cancellando le norme contrattuali che regolano la mobilità, senza alcuna garanzia per disciplina, incarico professionale e trattamento economico;
  3. un tentativo di caricare di ulteriori oneri burocratici ed economici la libera professione intramoenia, con il rischio di spingere l’istituto fuori mercato ed i medici fuori del regime esclusivo.

Il servizio sanitario rappresenta un valore fondamentale per un Paese civile, anche e soprattutto in tempi di profonda crisi economica e, mentre gli inglesi ne celebrano la nascita alla apertura delle Olimpiadi, in Italia è in atto una sua progressiva disgregazione cui è necessario opporsi in nome dei principi di equità ed universalismo richiesti dalla Costituzione. Ma non si salva il sistema delle cure senza o contro chi quelle cure è chiamato a garantire anzi, valorizzare il personale del Ssn è condizione imprescindibile per salvaguardare la sanità pubblica.
I Professionisti del SSN che si identificano con i luoghi del loro lavoro, a loro volta luoghi di identità collettiva delle comunità, meritano più rispetto e maggiore valorizzazione, in nome della fatica e della complessità del compito che ogni giorno si assumono a tutela del diritto alla salute, che la Costituzione riconosce ai cittadini.

(dal comunicato sindacale congiunto)

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