In memoria di Giovanni Berlinguer

Giovanni Berlinguer
Ci sono persone, spesso sconosciute ai più, la cui visione del mondo consente di ispirare e guidare scelte importanti. In campo sanitario Giovanni Berlinguer è stato uno di questi. Medico, docente di medicina sociale, già deputato e senatore, impegnato in politica nel Partito Comunista (Enrico era suo fratello), fino a pochi anni fa esponente di spicco del Parlamento Europeo. Come detto è stato soprattutto uomo di cultura, autore di diversi testi in cui cercava di diffondere le conoscenze scientifiche condendoli di elementi politici, soprattutto con una critica puntuale delle criticità della società nazionale. Fondamentale il suo contributo in quella che è stata la riforma del sistema sanitario nazionale allorquando propugnò il passaggio da un sistema frammentato, dominato da vari enti mutualistici, ad un sistema unico universalistico che avrebbe dovuto consentire il superamento delle disparità di trattamento delle persone.E’ stato inoltre Responsabile del primo Piano Sanitario Nazionale; membro del Consiglio sanitario nazionale e vicepresidente e presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica dove ha propugnato la necessità di un legame continuo della disciplina al quotidiano. Il 6 aprile, all’età di novanta anni è deceduto. Possa la sua vita essere di esempio a quanti ancora credono in un mondo migliore.

Alcune testimonianze:
«Giovanni Berlinguer aveva un forte senso di comunità e dell’attenzione al lavoro collegiale. Allo stesso tempo era un grande fautore dei diritti e del valore dell’individualità. Il vero mistero è saper unire due cose: il senso del valore dell’individuo e la cooperazione di gruppo e questa era la sua filosofia» (Achille Occhetto)