L’infermiere del 2000

 

Proseguendo il precedente post sull’argomento (link) la bozza di riordino della professione infermieristica presentata dal Ministero individua come aree di assistenza il territorio, l’emergenza-urgenza, l’area chirurgica, l’area pediatrica e l’area salute mentale e dipendenza.
I punti che hanno suscitato scalpore e perplessità sono molti. Nell’area Cure primarie l’utilizzo di strumenti standardizzati per l’identificazione precoce di possibili stati patologici (medicina di opportunità e di iniziativa), il monitoraggio delle condizioni di stabilità della persona cronica, il trattamento in autonomia di problemi specifici sulla base di percorsi clinico assistenziali o protocolli condivisi, la prescrizione in base a procedure e criteri condivisi di presidi e ausili a supporto della dipendenza/non autosufficienza, l’impiego di ecografo e altri strumenti di diagnostica semplice, l’organizzazione di campagne vaccinali, la realizzazione in collaborazione con gli insegnanti delle scuole di specifici programmi di educazione alla salute. Nell’area dell’Emergenza la possibilità di riconoscere le principali alterazioni metaboliche, respiratorie e cardiache nel paziente acuto, la gestione efficace e in sicurezza di casi non critici,  la gestione della terapia su protocolli concordati, le suture di ferite, il follow up post-intensivo anche nel long term dopo la dimissione a domicilio.
Come si può leggere dal documento presentato i punti sono tanti e molte saranno le cose da definire. In maniera prioritaria la titolarità della responsabilità dell’atto medico.

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