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Review della letteratura scientifica sull’attività fisica nel Parkinson

  • Autore articolo Di alfamag
  • Data dell'articolo 27 Novembre 2012
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L’articolo sull’attività fisica pubblicato su Archives of Neurology ha fornito l’0ccasione per un interessante editoriale sull’argomento  (link). Partendo da una revisione Cochrane del 2001, che esaminò studi randomizzati e controllati relativi alla fisioterapia rispetto al placebo, individuando solo 11 studi eleggibili per la revisione sistematica, e che concluse che non vi erano “prove sufficienti per sostenere o confutare l’efficacia della fisioterapia nella malattia di Parkinson” nel 2012 gli studi sono diventati trentatre ed hanno consentito di concludere che, sebbene le differenze tra fisioterapia e placebo in termini di prestazioni motorie e le altre misure sono piccole, il beneficio dell’attività fisica è clinicamente significativo per i pazienti.  Al di là dei suoi benefici sulla salute fisica, l’esercizio offre ai pazienti un ruolo più attivo nella gestione della loro malattia. I pazienti sono desiderosi di tale ruolo, il che è coerente con un modello di cura centrata sul paziente in cui l’assistenza sanitaria è “strettamente congruente con e sensibile ai desiderata dei pazienti, le esigenze e le preferenze.”  I pazienti con malattia di Parkinson in particolare vogliono più informazioni sugli interventi non farmacologici e non sono soddisfatti delle informazioni che ricevono In un articolo su JAMA del 2012 i direttori del Patient-Centered Outcomes Research Institute hanno sottolineato l’importanza del paziente nella valutazione delle opzioni di assistenza sanitaria, affermando: “L’impegno dei pazienti in ogni fase del processo di ricerca è visto come essenziale anche nella selezione delle domande di ricerca, progettazione degli studi, esecuzione, analisi e attuazione dei risultati”.

L’esercizio fisico nei pazienti con disturbi neurologici accresce il senso di auto-efficacia, il senso di coinvolgimento nella cura e la convinzione nelle loro capacità di svolgere determinate attività. Inoltre, il coinvolgimento del paziente porta ad una maggiore soddisfazione per la cura e una maggiore probabilità di aderenza alla terapia. In sostanza, conclude l’editorialista, l’esercizio fisico mette il paziente,  non una pillola, al centro dell’assistenza, che è esattamente dove i pazienti vogliono e dovrebbe essere.

  • Tag Alfonso Mauro, attività fisica, attività motoria, cardiovascolare, centrata sul paziente, esecuzione, esercizio fisico, esperti, fisioterapia, fitness, gestione, informazione, malattia di Parkinson, medici, modello di cura, neurologo, ospedale, Parkinson, partecipazione, patient centred, patient oriented, progettazione, ricerca, risultati, ruolo attivo, Salerno, San Leonardo, studi, tapis roulant, UPDRS

← Utilità dell’esercizio fisico nel Parkinson → Deciso il riparto del FSN 2012

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