Continua la piccola “grande” impresa di Rocco Papaleo finalizzata alla descrizione di un’Italia minore, meridionale e non meno densa di miti e pregiudizi. La vicenda è inverosimile ma possibile, la vis comica non è eccessiva e il film, sebbene lento e a tratti in stallo, viene fruito in maniera piacevole. Interessante la location del film, un faro abbandonato che viene ristrutturato mentre i personaggi chiariscono le loro reciproche posizioni, metafora di un orientamento che può essere ritrovato anche quando sembra essere perso.
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