Vincitore del Booker Prize 2025 e annoverato tra i migliori libri del 2025 dal New York Times, “Nella carne” si legge tutto di un fiato. Il protagonista, István, attraversa trent’anni di storia europea, passando dalla miseria estrema a una ricchezza smisurata, per poi tornare a una vita segnata dalla solitudine.
Lo stile del romanzo è essenziale, con frasi brevi e incisive che riflettono una mascolinità fortemente legata al desiderio sessuale e a una sensazione di distacco da ciò che accade intorno a lui.
L’adolescenza di István è segnata da un’esperienza con una donna molto più anziana, che sfocia in una rissa con conseguente omicidio colposo e anni di riformatorio.
Il tema del sesso ritorna con la relazione cercata ma mai realizzata con la figliastra di uno zio, che lo spinge ad arruolarsi nell’esercito.
Tornato dalla guerra in Iraq, trova lavoro come bodyguard e poi diventa l’amante e marito di una donna molto ricca.
Altre vicende, sempre intessute attorno al tema sessuale, lo conducono infine a ritornare alle sue origini.
La narrazione spesso assume toni angoscianti, inducendo profonde riflessioni sulla condizione esistenziale del protagonista e sul senso profondo della sua esistenza.
“Quando succede una cosa così non sai che fare
Lo shock è talmente grande
Sta lì seduto su una sedia e basta
Ci resta tutta la notte”