Twitter e ricerca scientifica: nuove responsabilità etiche

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Twitter: grandi moli di dati implicano grandi responsabilità

Ogni giorno, in tutto il mondo, su Twitter vengono pubblicati cinquecento milioni di tweets. La mole di informazioni che se ne può ricavare è impressionante, soprattutto in relazione ai dettagli sulla vita personale. Un articolo pubblicato su Scientific American (link) evidenzia come sia possibile ricavare, con appositi algoritmi, informazioni sui modelli di comportamento umano, individuare i fattori di rischio per le varie malattie e monitorare la diffusione delle malattie infettive. L’analisi degli stati emozionali ricavabili dai tweet delle donne in gravidanza, per esempio, ha consentito ai ricercatori Microsoft di sviluppare un algoritmo che predice i soggetti a rischio di depressione post-partum. E la US Geological Survey utilizza Twitter per monitorare la posizione dei terremoti in relazione ai tweet delle persone. La possibilità di lavorare su questi dati fino ad ora è stata condizionata dal fatto che gli scienziati non avevano accesso alla totalità delle informazioni su Twitter per cui tutte le informazioni venivano desunte da circa l’1% dell’archivio ma una recente decisione della società che gestisce twitter consente di risalire a tutti i tweet dal 2006 ad oggi. La possibilità di accedere a più informazioni migliorerà la qualità delle ricerche ma pone anche nuovi problemi. Chi possederà i diritti delle scoperte fatte utilizzando TwITter? L’uso di Twitter come strumento di ricerca è etico, dato che i suoi utenti non intendono contribuire alla ricerca? Della questione si sono occupati Caitlin Rivers e Bryan Lewis, epidemiologi computazionali al Virginia Tech, che nello scorso febbraio hanno pubblicato le linee guida per l’uso etico dei dati di Twitter. Tra le altre cose, suggeriscono che gli scienziati non debbano rivelare i nomi delle schermate e mettere gli obiettivi di ricerca a disposizione del pubblico. Ad esempio, anche se è considerato etico raccogliere informazioni dagli spazi pubblici (Twitter è uno spazio pubblico) non sarebbe etico il condividere dettagli su un singolo utente senza il suo consenso. In sostanza è fondamentale per gli scienziati considerare e proteggere la privacy degli utenti. Grandi moli di dati implicano grandi responsabilità.

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