Sanità allo sfascio?

Non si sopiscono le polemiche e lo sconcerto sulle dichiarazioni di Monti circa la necessità di reperire fonti di finanziamento. Che le forme siano nuove o diverse è questione esiziale. Sta di fatto che la Sanità “pesa” per il 7,1% del PIL ma contribuisce a produrlo per il 12%; in Europa la spesa pro capite italiana è tra le più basse anche se la popolazione è la più anziana, e quindi abbisognevole di assistenza. Va da sè che “davanti ai problemi come la salute, non ci sono nè povero, nè ricco. Perchè se arriviamo a un punto con due sanità, quella di chi ha di più e quella di chi ha di meno, siamo al disastro sociale, non solo economico” (Bersani). E non si può non condividere la reazione a caldo di Antonio Di Pietro “è gravissimo che il presidente del Consiglio paventi il rischio del crollo del Sistema Sanitario Nazionale. Il governo reperisca le risorse necessarie dalla lotta all’evasione e alla corruzione e la smetta di smantellare un caposaldo della nostra Carta Costituzionale che garantisce il diritto alla salute a tutti i cittadini. La sanità pubblica non si tocca! Gli italiani onesti e le fasce sociali più deboli hanno già pagato troppo. Questo governo sta lentamente smantellando lo stato sociale, azzerando diritti acquisiti con anni di battaglie portate avanti da cittadini e lavoratori”. Anche la Cgil controbatte: “Monti vuole affamare la Sanità per poi svenderla” attaccano Cecilia Taranto, segretaria nazionale Fp-Cgil e Massimo Cozza, segretario Fp-Cgil Medici. “Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sono gravi – continuano i due esponenti del sindacato- anche se non fanno altro che confermare quanto scritto nell’Agenda del suo Governo, fatto da noi denunciato per tempo e inutilmente smentito dal Ministro Balduzzi. Il Presidente del Consiglio non può permettersi certe preoccupazioni sulla sostenibilità del sistema sanitario nazionale dopo averlo ridotto all’osso. Se il Governo ha intenzione di privatizzare, come denunciamo da mesi, lo dica. Noi lo combatteremo”.

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